MOZIONE APPROVATA IL 23 FEBBRAIO 2000
Da oltre 3 anni gli LSU LPU provenienti da percorsi di CIG, mobilità e dalle liste dei disoccupati di lunga durata,
sono utilizzati da amministrazioni pubbliche, in gran parte del comparto Regioni - autonomie locali, su attività fondamentali in servizi pubblici essenziali e in moltissimi casi a copertura delle carenze delle rispettive dotazioni organiche.
Considerato che il D.L.468 dell'1/12/97 non ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato, finalizzati alla
definitiva occupazione degli LSU LPU.
Considerata la forte tensione che sta creandosi nell'ambito delle forze lavoro occupate con detti progetti.
Tenuto conto del fatto che la maggior parte dei lavoratori ha raggiunto un'età che non permette un facile inserimento occupazionale nei settori privati;
Tenuto conto del fatto che il lavoro svolto dai lavoratori in oggetto è stato indispensabile per il funzionamento di tutti i servizi necessari e utili per la collettività;
Considerato che da parte di molti Enti Locali sono pervenute istanze affinché in via definitiva si provveda alla soluzione del problema.
Impegna la giunta
A richiedere al governo che venga modificato lo schema di D.L. in corso di approvazione riguardante dette problematiche.
Ad evitare la fuoriuscita dal bacino dei lavoratori consentendo proroghe nelle more della soluzione occupazionale stabile.
A provvedere:
- a stanziare risorse finanziarie e incentivazioni a beneficio degli Enti Locali che si impegnano ad assorbire, nei termini di legge, i lavoratori del bacino;
- ad incentivare la rilevazione delle carenze d'organico nella pubblica Amministrazione (Enti Locali, Regioni, Enti Pubblici, Enti di Emanazione pubblica, Aziende Municipalizzate, S.P.A. Pubbliche di tutta la Regione Lazio);
- a varare un piano regionale straordinario per l'occupazione nel quale realizzare l'inserimento in pianta stabile dei lavoratori in questione attraverso inserimento prioritario;
- a completare il monitoraggio in corso tenendo conto anche delle attività effettivamente svolte.
Il piano delinea 2 fasi operative:
1° Fase
Nella prima fase occorrerà per predisporre con urgenza alcuni strumenti fondamentali per l'attuazione di singole politiche di intervento:
- apertura del tavolo negoziale con il governo per la delega alla Regione Lazio in materia LSU/LPU e di tutte le varie forme di precariato
- rivisitazione di tutti i progetti partiti e di quelli che devono essere avviati
- costituzione di un comitato di crisi
- definizione di una legge quadro regionale sulle politiche in questione
- definizione di un sistema di incentivi per favorire l'assunzione di lavoratori nella Pubblica Amministrazione
2° Fase
- avvio degli interventi finalizzati alla piena occupazione
- definizione delle opere pubbliche e dei servizi finalizzati alla creazione di nuova occupazione
- costituzione di una società multiservizi a capitale pubblico.
Approvata all'unanimità da:
Babusci (PRC) Iannarilli (FI)
Dionisi (CCD) Antoniozzi (FI)
Bonadonna (PRC) Aleandri (RI)
Borgomeo (PPI) Minnucci (DS)
Zaratti (Verdi) Foglietta (AN)
Padovano (PPI)
D'Amato (PdCI)