| Lsu: Palermo, Cgil,Cisl,Uil no a fondi assistenziali |
17 ottobre 2000- Quindicimila lavoratori socialmente utili sono scesi in piazza a Palermo per chiedere misure per la loro stabilizzazione. La manifestazione e’ stata organizzata da Cgil Cisl e Uil regionali che, subito dopo il corteo, sono state ricevute dal presidente della regione e dall’assessore regionale al lavoro ai quali hanno illustrato i contenuti della loro piattaforma. "E’ per noi pregiudiziale – ha detto Carmelo Diliberto, della Cgil regionale-: che non vengano creati nuovi precari". I sindacati rigettano, in pratica, la possibilita’ che siano attivati i cosiddetti "Pip di tipo A" (previsti nel disegno di legge in discussione all’Ars), cioe’ piani di inserimento professionale nella pubblica amministrazione. "Siamo contrari – hanno detto- all’utilizzo assistenziale dei fondi europei". I lsu sono in Sicilia 57 mila e di questi 45 mila circa (il nucleo forte della protesta) sono a carico del bilancio della regione con i sussidi che scadono a fine mese. Da qui la necessita’ di varare subito una nuova legge che affronti il problema. Cgil Cisl e Uil hanno chiesto anche che non sia la sola regione a farsi carico dei costi delle vie di fuoriuscita degli Lsu. "Devono partecipare –hanno sottolineato- anche gli enti locali e lo stato". Sollecitata anche l’attivazione per 9.000 lsu di altrettanti contratti di diritto privato, gia’ previsti per legge, e l’ingresso nel negoziato delle associazioni dei comuni e delle imprese, ritenuti soggetti fondamentali del processo di stabilizzazione. "E’ necessaria l’intesa istituzionale tra regione ed enti locali", ha detto Mimmo Amato, della Uil. "Anche il governo nazionale deve fare la sua parte – ha aggiunto Pippo Timpanaro, della Cisl, occorre dunque attivare un apposito tavolo di trattativa". Nel corso dell’incontro con Cgil Cisl e Uil l’assessore al lavoro e il presidente della regione hanno assicurato che non ci saranno nuovi ingressi di precari nella pubblica amministrazione. "Faremo di tutto – hanno inoltre aggiunto- perche’ la legge sul precariato venga varata e pubblicata in tempo, cioe’ entro il 31 ottobre". Il governo ha anche assicurato l’avvio di contatti con Anci e Upi, aggiungendo che entro la fine di dicembre saranno sbloccati i contratti di diritto privato con la pubblica amministrazione. Cgil Cisl e Uil hanno espresso soddisfazione per gli impegni assunti dal governo e hanno annunciato iniziative di pressione sui gruppi parlamentari per l’approvazione immediata della legge. "Vogliamo essere certi – ha sostenuto il segretario generale della Cgil siciliana, Aldo Amoretti- che vengano individuate e praticate soluzioni serie al problema del precariato. Che i soldi che arriveranno dal governo nazionale vengano rigorosamente utilizzati per finanziare le vie di fuoriuscita e , soprattutto, che non vengano creati nuovi precari".Cgil Cisl e Uil hanno espresso parole di condanna per i disordini durante la manifestazione: "Azioni di frange isolate e di provocatori incalliti– hanno sottolineato – che continuano a creare un clima di tensione che non serve certo ad arrivare alla soluzione del problema del precariato nella trasparenza e nella chiarezza".
Da.C.