Giovedì 14 Gennaio 1999

In quattrocento hanno sfilato nel capoluogo per scongiurare i tagli previsti a fine mese quando scadranno i contratti
Lavoro, esplode la rabbia dei precari
Gli operai socialmente utili chiedono la proroga dei progetti e le assunzioni

di ARMANDO MIRABELLA
Gli oltre quattromila lavoratori socialmente utili e quelli di pubblica utilità ciociari ieri hanno incrociato le braccia e hanno manifestato. A Frosinone, come in altre dieci città italiane, si è mosso un corteo organizzato da Sincobas, Rdb, coordinamento Lsu-Lpu e da quello Nazionale Cobas e che ha visto la presenza di circa quattrocento persone provenienti da tutta la provincia.
I progetti di pubblica utilità e quelli socialmente utili, che scadono il 28 febbraio, in Ciociaria impegnano circa cinquemila persone e rispondono alle esigenze di una sessantina di progetti. Solo al comune di Frosinone questi lavoratori sono circa quattrocentocinquanta. Ma quali sono le loro richieste? «Quella principale - sottolinea Paolo Iafrate del Sincobas, laureato in sociologia e impiegato come imbianchino nel capoluogo - è quella di avviare procedure di riconoscimento del lavoro svolto e l'assunzione attraverso una iniziativa regionale». E la regione cosa risponde a questo invito? «Stiamo verificando - dichiara l'assessore regionale Maurizio Federico - la percorribilità di questa ipotesi. Assieme al gruppo di Rifondazione Comunista abbiamo preso una posizione netta a difesa del diritto al lavoro e alla stabilità di questi lavoratori ».
Le storie personali, le bandiere e gli striscioni si sono mossi alle nove e quarantacinque da Piazzale de Matthaeis e hanno raggiunto la direzione provinciale del Ministero del Lavoro. Una delegazione ha presentato al direttore, che si è impegnato a trasmetterlo a Roma, un documento in cui si chiede «Un anno di proroga di tutti i progetti, no alla loro trasformazione in cooperative che - spiegano con il megafono gli organizzatori ai lavoratori - sottopagherebbero o sarebbero immediatamente fuori mercato, si all'immissione in ruolo, si alla possibilità di organizzare rappresentanze sindacali possibili oggi solo per Cgil, Cisl, Uil». Bassolino ha comunque fissato il 21 gennaio un incontro con le sigle che hanno promosso la manifestazione di oggi.
Momenti di tensione davanti al Municipio, dove i manifestanti hanno richiesto un incontro al Sindaco Marzi che però era assente. Dopo trenta minuti sono arrivati prima il vicesindaco Marini e poi l'assessore Giaccari che si sono dichiarati disponibili per un incontro con i lavoratori entro la fine del mese. Per discutere di cosa? «La possibilità - spiegano gli assessori - di affidare a gruppi di lavoratori servizi che in questo momento non sono dati in appalto. In questi giorni si stanno susseguendo incontri con i vari settori del comune per studiare la fattibilità di questa ipotesi». Rispetto alla trasformazione in Multiservizi, una società che vede la presenza di un partner pubblico rimpiazzato entro cinque anni da un privato, Giaccari è critico «Purtroppo un deliberato del commissario Laudanna del 16 marzo ci vincola a costituirla, ma io credo che i privati subentreranno difficilmente. La via migliore per me è quella della cooperativa a cui affidare servizi». Il corteo è poi proseguito verso L'Inps e l'Amministrazione Provinciale.


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